1.2 Il riparto dei seggi nel Consiglio comunale

OVVERO: CHE FINE FANNO I NOSTRI VOTI….

Nel caso del comune, come avete già notato, è necessario fare un discrimine tra quelli che hanno più e quelli che hanno meno di 15.000 abitanti (che abbiamo confidenzialmente definito “piccoli comuni”).

COMUNI SOPRA I 15.000 ABITANTI:

Per comprendere il destino e il valore dei nostri voti e delle nostre preferenze bisogna comprendere il fatto che l’attribuzione dei seggi avviene in 3 fasi:

FASE 1: L’ELEZIONE DEL SINDACO. Capire chi diventerà il primo cittadino è essenziale: alla sua lista (o gruppo di liste) che lo sostiene infatti vengono assegnati di diritto almeno il 60% dei seggi del consiglio, anche se effettivamente non ne avrebbero diritto; in sostanza, per garantire la governabilità dell’ente locale, la legge prevede che il sindaco possa godere di una maggioranza solida (ad esempio se i consiglieri sono 40, ne avrebbe almeno 24) che gli viene attribuita anche se magari ha preso solamente un voto in più del suo diretto avversario.

A tutte le altre liste vanno i seggi restanti, ripartiti secondo il sistema indicato nella fase 2.

FASE 2: SPAZIO ALLE LISTE. Una volta stabilito quanti seggi spettano alla/e lista/e del sindaco nella loro globalità e quanti alle opposizioni, bisogna effettuare la ripartizione dei seggi per ciascuna lista. A questo punto entrano in gioco le preferenze che i cittadini hanno accordato ad ogni singola lista, tracciandone il simbolo ed, eventualmente, indicando a fianco la preferenza per un suo membro. Sommando queste si ottengono le c.d. “cifre elettorali di lista” (diverse rispetto a quelle del sindaco, che comprendono tutti i voti, in qualunque modo, verso di lui espressi), in base alle quali, attraverso formule matematiche che garantiscono una certa qual forma di rappresentatività e arrotondamento (proprie di ogni legge elettorale proporzionale, un esempio simile è il metodo dettagliatamente elencato nel riparto dei seggi alla regione), si calcolano i posti a disposizione di ogni lista che abbia superato, da sola, o coalizzata con altre, la soglia del 3% dei voti validamente espressi.

FASE 3: SPAZIO AI CANDIDATI. Una volta stabiliti i seggi che spettano a ciascuna lista è necessario stabilire quali tra i candidati di quella lista, hanno diritto a sedere in consiglio comunale. Un primo punto da segnalare è che qualsiasi candidato sindaco le cui liste abbiano ottenuto almeno 3% dei voti è eletto di diritto consigliere (se alla sua lista spetta almeno un seggio); il suo posto, ovviamente è sottratto dal numero di seggi a disposizione della sua lista; se ad appoggiarlo sono più liste, il suo posto viene detratto dalla totalità dei seggi attribuiti alle liste lui collegate (e si effettua un nuovo riparto seguendo le procedure di FASE 2 per quel gruppo di liste).

Fatto questo, è necessario calcolare le c.d. “cifre elettorali individuali”, che non sono altro che la somma di tutte le preferenze ottenute dai singoli candidati sommate a quelle prese dalla lista. Fatto questo si forma una graduatoria, in base alla quale diventano consiglieri comunali tante persone quanti seggi sono stati assegnati alla lista, partendo dal primo progredendo fino all’ultimo.

COMUNI AL DI SOTTO DEI 15.000 ABITANTI:

Il riparto dei seggi nel consiglio comunale, in caso di comuni così piccoli, segue un procedimento semplificato: la lista di maggioranza collegata al sindaco ottiene sempre i 2/3 dei seggi, mentre le liste restanti si spartiscono i seggi rimanenti secondo il metodo proporzionale di D’Hont (che è quello usato anche dagli altri sistemi elettorali e di cui avete una spiegazione esemplificativa nella pagina dedicata alla regione).

Non è previsto il quorum minimo del 3% per l’accesso al consiglio da parte delle liste, mentre anche qui è previsto il seggio a disposizione dei candidati sindaci perdenti, che sono computati in quelli a disposizione delle liste a costoro collegate.

Qualora la lista del sindaco sia l’unica che è stata ammessa, i seggi al consiglio sono assegnati tutti a questa, ma devono essere stati espressi a suo favore almeno il 50% dei voti validi e devono aver votato almeno il 50% degli aventi diritto, altrimenti l’elezione è da rifare.

Una risposta a “1.2 Il riparto dei seggi nel Consiglio comunale

  1. paola

    grazie per questi chiarimenti! Se ne sentiva proprio il bisogno.
    Ciao
    Paola